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Trascrizioni di chat su whatsapp e prova penale: una discutibile posizione della Cassazione penale

mansi news

05-12-2017

Trascrizioni di chat su whatsapp e prova penale: una discutibile posizione della Cassazione penale

Il Caso

L'imputato era accusato di atti persecutori nei confronti della fidanzata minorenne. La difesa chiedeva di depositare le trascrizioni delle conversazioni sul canale informatico denominato Whatsapp tra imputato e persona offesa. Il Giudice negava l'acquisizione delle trascrizioni e l'imputato veniva condannato in primo grado all'esito di un giudizio abrbeviato. 

La Corte di appello confermava la condanna.

La Cassazione Penale

La Corte di Cassazione penale n.49016/2017 considera le registrazioni delle conversazioni come forma di memorizzazione di un fatto storico operata da uno degli interlocutori ovvero come una prova documentale (art.234 c.p.p.) e ammette la possibilità di acquisizione del documento che rappresenta fatti, persone o cose ma ne limita l'utilizzabilità all'acquisizione del supporto (telematico o figurativo) contenente la menzionata registrazione, svolgendo la relativa trascrizione una funzione meramente riproduttiva del contenuto della principale prova documentale e ciò al fine di controllare l'affidabilità della prova medesima.

Clicca qui per scaricare il testo integrale della pronuncia della Cassazione sopra richiamata

http://www.processopenaleegiustizia.it/materiali/49016.pdf

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