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Jobs act atto II - Contrasti giurisprudenziali sull'applicabilità della nuova disciplina delle mansioni ai rapporti instaurati prima del 25 giugno 2015

mansi news

12-10-2015

Jobs act atto II - Contrasti giurisprudenziali sull'applicabilità della nuova disciplina delle mansioni ai rapporti instaurati prima del 25 giugno 2015

Grazie alla novella dell'art.2103 c.c. prevista dal d.lgs. n.81/2015, il datore di lavoro è soggetto a vincoli meno stringenti nell’esercizio del c.d. jus variandi orizzontale (ossia nello spostamento del dipendente a mansioni equivalenti) e verticale (potendo assegnare il dipendente a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore). La nuova disciplina non contiene disposizioni transitorie sulla loro applicazione. 

Il Tribunale di Roma sentenza 30 settembre 2015 n.8195 (est. giudice Sordi) ha ritenuto che la riforma delle mansioni, introdotta dal d.lgs. n.81/2015 novellando l'art. 2103 codice civile, trovi applicazione a tutti i rapporti di lavoro, anche se instaurati prima della data della sua entrata in vigore (25 giugno 2015) e presenti un impatto diretto anche sui demansionamenti in corso a quella data. Secondo il Giudice del Lavoro il demansionamento deve configurarsi come "illecito permanente" pertanto per valutare la legittimità del comportamento del datore bisogna tenere conto della disciplina legislativa e contrattuale vigente in quel dato momento. Argomentando in tal senso il Giudice del Lavoro ha affermato che per il periodo successivo al 25 giugno del 2015 la liceità della condotta datoriale dovrà essere valutata alla luce delle nuove disposizioni fissate dal d.lgs. n.81/2015. Nella pronuncia in esame il Tribunale sottolinea che la nuova disciplina permette l’assegnazione di «mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte», pertando nella valutazione della liceità dello spostamento del dipendente a mansioni equivalenti il Giudice, dal 25 giugno 2015 in poi, deve assumere quale unico parametro le previsioni del sistema di classificazione adottato dal contratto collettivo applicabile al rapporto. In sintesi diversamente da quanto avveniva in passato, è irrilevante il giudizio di equivalenza delle mansioni in relazione alla specifica competenza del dipendente risultando legittimo lo spostamento del lavoratore a mansioni dello stesso livello di inquadramento rispetto a quelle svolte in precedenza dallo stesso.

Il Tribunale di Ravenna, nella sentenza 174/2015 (est. giudice Riverso), sostiene al contrario la non applicabilità della nuova norma ai demansionamenti avvenuti in un momento antecedente all'entrata in vigore del d. lgs. n.81/2015. In particolare, il Giudice ritiene che il mutamento di mansioni antecedente il 25 giugno 2015 debba essere tutelato attraverso i rimedi della reintegrazione o del risarcimento, a nulla rilevando eventuali modifiche successive della norma che legittimino tale comportamento. 
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