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Reclamo e mediazione nel contenzioso tributario: primi chiarimenti sulla Novella dell'Agenzia delle Entrate

mansi news

03-02-2016

Reclamo e mediazione nel contenzioso tributario: primi chiarimenti sulla Novella dell'Agenzia delle Entrate

Il d.lgs. 24 settembre 2015, n. 156 ha novellato le disposizioni in tema di contenzioso tributario contenute nel d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 e l'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 38/E del 29 dicembre 2015 fornisce alcuni chiarimenti. Le novità più rievanti introdotte interessano: a) potenziamento dell’istituto del reclamo/mediazione, b) esecutività immediata delle sentenze non definitive concernenti i giudizi promossi contro gli atti relativi alle operazioni catastali e delle sentenze non definitive, recanti condanna al pagamento di somme a favore dei contribuenti, c) previsione del giudizio di ottemperanza come unico meccanismo processuale di esecuzione delle sentenze, siano esse definitive o meno.

Focus sull’istituto del reclamo e della mediazione

L'istituto del reclamo resterà circoscritto alle sole liti fino a 20mila euro di valore (art12, comma 2, d.lgs. n. 546/1992 novellato) tuttavia interesserà tutte le controversie tributarie indipendentemente dall’ente impositore (e non le sole cause in cui l’Agenzia delle Entrate è parte del giudizio): d'ora innanzi potrà riguardare anche cause in cui parte sia un ente impositore come l’Agenzia delle dogane e dei monopoli o un ente locale ovvero l’agente o il concessionario privato della riscossione).

 Nella nuova configurazione il procedimento di reclamo/mediazione sarà connaturato al processo. “Il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa” (articolo 17-bis comma 1, d.lgs. n. 546/1992 novellato) diversamente da quanto prevedeva la pregressa disciplina che prescriveva un’apposita istanza di reclamo, motivata sulle stesse ragioni che sarebbero state portate all’attenzione del giudice nella eventuale fase giurisdizionale con il successivo deposito del ricorso, decorsi i termini previsti per la conclusione del procedimento. In ogni caso al contribuente si riconosce la facoltà di inserire nel ricorso una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa, già esercitabile, sulla base del testo normativo antecedente, attraverso la presentazione del reclamo.

Tra l’avvio dell’azione giudiziaria (coincidente con la notifica del ricorso) e l’eventuale instaurazione del giudizio intercorre una fase amministrativa della durata di 90 giorni volta allo svolgimento del procedimento di reclamo/mediazione (durante la quale i termini per la costituzione del ricorrente restano sospesi). Tale fase è finalizzata all’esame del reclamo e dell’eventuale proposta di mediazione, con l’obiettivo di evitare, in caso di esito positivo, che la causa sia portata a conoscenza del giudice. 

Nella circolare dell’Amministrazione Finanziaria n. 38/E del 29 dicembre 2015 si precisa che durante la pendenza del procedimento di reclamo/mediazione, e cioè a decorrere dalla notifica del ricorso e nei successivi 90 giorni, calcolati applicando le regole dei termini processuali, si verificano i seguenti effetti:

  • il ricorso non è procedibile (art.17-bis comma 2). In altri termini l’azione giudiziaria può essere proseguita, attraverso la costituzione in giudizio del ricorrente, solo scaduto il termine per lo svolgimento dell’istruttoria. Il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente, previsto dall’articolo 22 del decreto n. 546, decorre solo dopo lo scadere del termine dilatorio di 90 giorni (art.17-bis comma 3) inoltre, se la commissione tributaria provinciale rileva che la costituzione in giudizio è avvenuta prima dello scadere dei 90giorni, rinvia la trattazione della causa per consentire l’esame del reclamo;

  • sono sospesi ex lege la riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di contestazione, (art. 17-bis comma 8). Decorso il termine di 90 giorni senza che vi sia stato accoglimento del reclamo/perfezionamento della mediazione, il contribuente è tenuto a corrispondere gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta per il periodo di sospensione. Pertanto, la sospensione legale della riscossione, che consegue automaticamente alla presentazione del ricorso, si ritiene che ora operi anche nel caso in cui il contribuente si costituisca prima dello scadere del termine di 90 giorni;

  • — le sanzioni sono ridotte al 35 per cento (e non più al 40 per cento) ed irrogabili sulla base del minimo edittale previsto dalla legge (e non più in rapporto dell’ammontare del tributo risultante dalla mediazione);

  • — condizione indispensabile per il perfezionamento dell’accordo di mediazione è il versamento, entro il termine di 20giorni dalla data di sottoscrizione del predetto accordo, delle intere somme dovute o, in caso di versamento rateale, della prima rata, in relazione all’accordo stesso.

L’Agenzia (circolare n. 38/E del 29 dicembre 2015) ha specificato che, le nuove disposizioni (con particolare riguardo alla riduzione delle sanzioni, alle modalità di pagamento e alla possibilità di esperire la conciliazione giudiziale in caso di esito negativo del reclamo/mediazione) si applicano ai procedimenti di mediazione pendenti alla data del 1° gennaio 2016.

È stata altresì prevista la possibilità di conciliare anche le liti che si trovano nella fase di appello, nonché le controversie che ricadono nell’ambito di applicazione dell’istituto del reclamo/mediazione di cui all’articolo 17-bis d.lgs. n. 546/1992, cioè le cause tributarie di valore non superiore a 20mila euro, oppure relative ad operazioni catastali, instaurate a seguito di rigetto dell’istanza di reclamo ovvero di mancata conclusione dell’accordo di mediazione.

La conciliazione può aversi in pendenza di giudizio, con il deposito in giudizio (di primo o di secondo grado) di una “istanza congiunta”, cioè di una proposta di conciliazione proveniente da una qualunque delle due parti purché l’altra parte abbia previamente aderito, senza che sia fissato alcun termine per il deposito dell’accordo di conciliazione. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ritiene che un limite temporale sia comunque rappresentato dal momento in cui la causa è trattenuta in decisione, superato il quale apparirebbe vanificato lo scopo deflattivo del contenzioso a cui è preordinata la conciliazione.

Altra modalità con cui si realizza la conciliazione è fuori udienza.

Da ultimo risultano uniformate le regole che presiedono alle modalità di pagamento delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione, reclamo/mediazione e conciliazione.

Clicca qui per scaricare la Circolare n.38/E dd. 29 dicembre dell'Agenzia delle Entrate 

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Documentazione/Provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/Circolari/Archivio+circolari/Circolari+2015/Dicembre+2015/Circolare+38e+291215/circolare_38.pdf

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