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Licenziamenti collettivi e Corte di Giustizia UE

mansi news

30-11-2015

Licenziamenti collettivi e Corte di Giustizia UE

La Corte di Giustizia UE, Prima Sezione, sentenza 11 novembre 2015, causa C-422/14 "rilegge" la direttiva n.98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, chiarisce la corretta interpretazione della norma comunitaria.
 
Secondo la Corte l’art.1, paragrafo 1, comma 1, lett.a), direttiva n.98/59/CE dev’essere interpretato nel senso che i lavoratori che beneficino di un contratto concluso a tempo determinato o per un compito determinato devono essere considerati lavoratori «abitualmente» impiegati, ai sensi di detta disposizione, nello stabilimento interessato.
 
In secondo luogo la nozione di «licenziamento» di cui all’art.1, paragrafo 1, comma 1, lett.a),direttiva n.98/59/CE deve essere interpretata includendo le fattispecie in cui il datore di lavoro proceda, unilateralmente e a svantaggio del lavoratore, ad una modifica sostanziale degli elementi essenziali del contratto di lavoro per ragioni non inerenti alla persona del lavoratore. 
 
Infine, l’art.1, paragrafo 1, comma 2, lett.a), direttiva n.98/59/CE nell'individuare il requisito numerico per l’esistenza di un «licenziamento collettivo» («i licenziamenti siano almeno cinque») dev’essere interpretata nel senso che essa non riguarda le cessazioni di contratti di lavoro assimilate a un licenziamento, bensì esclusivamente i licenziamenti in senso stretto.
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