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Procacciatori d’affari: rimessa alle Cassazione Sezioni Unite la questione dell’iscrizione nel registro dei mediatori

mansi news

09-12-2015

Procacciatori d’affari: rimessa alle Cassazione Sezioni Unite la questione dell’iscrizione nel registro dei mediatori

Il procacciatore d'affari è una figura commerciale  che mette in contatto due parti affinché queste concludano un affare e, per tale servizio, riceve il pagamento di una provvigione, in base ad accordi pregressi.

In merito all'obbligo di iscrizione al registro dei mediatori da parte dei procacciatori di affari si contrappongono da tempo due orientamenti contrapposti.

Secondo un primo orientamento il mediatore ed il procacciatore d’affari individuano due distinte figure negoziali (la prima tipica e la seconda atipica) che si differenziano per la posizione di imparzialità del mediatore rispetto al procacciatore, il quale agisce su incarico di una delle parti interessate, dalla quale può pretendere la provvigione, e non è soggetto all’applicazione della norma, da considerarsi eccezionale, di cui all'art.6, legge 3 febbraio 1989, n. 39, che presuppone l’obbligo di iscrizione nel relativo elenco previsto per i soli mediatori all'art.2 della stessa legge (Cass. n. 27729/2005; Cass. n. 1441/2005). L'abrogazione del ruolo dei mediatori previsto all'art. 2 legge 3 febbraio 1989 n. 39 non ha mutato l'assetto normativo poiché l’art. 73 d.lgs. 26 marzo 2010 n. 59 ha precisato che le attività disciplinate dalla predetta legge sono soggette a dichiarazione di inizio di attività corredata da certificazioni attestanti il possesso dei requisiti prescritti, da presentare alla Camera di Commercio. Argomentando in considerazione della diversità ontologica tra le due figure (rinvenuta nella posizione di terzietà che assume il mediatore c.d. tipico, a differenza del rapporto che collega il procacciatore al cliente o preponente), si è confermato che nè la legge n.39/1989 nè il d.lgs. n. 59 del 2010 possono essere applicati alla mediazione cd. atipica, con particolar riferimento al procacciamento di affari.

Secondo contrapposto orientamento, ferma restando la diversità delle due figure, sarebbe pur sempre identificabile un nucleo comune  rappresentato dall’interposizione tra più soggetti al fine di metterli in contatto per la conclusione di un affare. Pertanto riteneva applicabile anche al procacciatore d’affari, cd. mediatore atipico, l’obbligo dell’iscrizione nel ruolo ai fini del diritto alla provvigione (Cass. civ. sez.III, 5 settembre 2006, n.19066). Successivamente la Cassazione ha ritenuto che pur dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 59/2010 il procacciatore di affari rientri nell'ambito di applicazione della legge n.39/1989 che disciplina anche ipotesi atipiche di mediazione e abbia diritto alla provvigione solo se iscritto nei registri o nei repertori tenuti dalla Camera di Commercio seguendo il particolare iter dettato dall’art.73, d.lgs. n.59/2010 (Cass. 8 luglio 2010, n.16147).

La questione è stata rimessa alle Sezioni Unite.

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