X Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Accetto

Sugli elementi che contraddistinguono il rapporto di lavoro subordinato

mansi news

09-03-2016

Sugli elementi che contraddistinguono il rapporto di lavoro subordinato

Il caso

Il Tribunale del Lavoro e la Corte di Appello erano stati interessati della qualificazione di un rapporto sussistente tra una società e una lavoratrice che era stata reiteratamente impiegata a termine successivamente alla stipula di cinque contratti di incarico professionale. Un tanto senza soluzione di continuità e senza alcuna variazione delle mansioni. I Giudici della Corte d’Appello avevano confermato la nullità del termine apposto ai contratti sottoscritti senza soluzione di continuità dopo gli incarichi professionali assumendo come decisivi, al fine della sussistenza della natura subordinata del rapporto, l'assoggettamento al potere disciplinare e direttivo desunto dalla presenza giornaliera e continua della lavoratrice presso gli uffici della societa’, con postazione fissa dedicata e soggezione a controllo datoriale.

I principi enunciati dalla Corte Suprema

La Corte di Cassazione conferma la correttezza della pronuncia della Corte di Appello precisando innanzitutto che "ai fini della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato non si deve prescindere dalla volonta’ delle parti contraenti, e, sotto questo profilo, va tenuto presente il “nomen iuris” utilizzato dalle parti, il quale pero’ non ha un rilievo assorbente, poiche’ si deve tenere conto altresi’, sul piano della interpretazione della volonta’ delle parti, del comportamento complessivo delle medesime, anche posteriore alla conclusione del contratto (articolo 1362 c.c., comma 2)" (cfr. fra le tante, le sentenze 1 marzo 2002 n. 3001, 18 aprile 2001 n. 5665, e v. anche la n. 9900 del 20 giugno 2003).

In secondo luogo la Corte rileva che "l’elemento che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato rispetto al rapporto di lavoro autonomo, assumendo la funzione di parametro normativo di individuazione della natura subordinata del rapporto stesso, e’ l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia ed inserimento nell’organizzazione aziendale (cfr. Cass. n. 15275/04, n. 3277/2004)".

Clicca qui per scaricare il testo della sentenza in commento 

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20160222/snciv@sL0@a2016@n03303@tS.clean.pdf

Made in Web Industry