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Tutela della privacy e dati contenuti in pubblici registri nell'orientamento della Corte di Giustizia Europea

mansi news

10-04-2017

Tutela della privacy e dati contenuti in pubblici registri nell'orientamento della Corte di Giustizia Europea

Il Caso

L'amministratore unico di una società edile cui era stato assegnato l’appalto per la costruzione di un complesso turistico citava in giudizio la Camera di Commercio locale. Nell'adire l'Autorità giudiziaria lo stesso affermava che le unita' immobiliari di tale complesso non trovavano acquirenti, in quanto risultava dal registro delle imprese che egli era stato l’amministratore unico e il liquidatore di altra società il cui fallimento era stato dichiarato nei primi anni nvanta e che era stata cancellata dal registro delle imprese all’esito della liquidazione nel 2005. L'Amministratore unico della società edile evidenziava che i suoi dati personali, contenuti nel registro delle imprese, erano stati trattati da una società specializzata nella raccolta e nell’elaborazione di informazioni di mercato e nella valutazione del rischio (rating) e che, nonostante una richiesta in tal senso, la Camera di commercio di Lecce non aveva provveduto alla loro cancellazione. Pertanto, lo stesso chiedeva la condanna della Camera di commercio locale alla cancellazione, alla trasformazione in forma anonima o al blocco dei dati che lo collegano al fallimento della precedente società, e, dall’altro, la condanna della Camera di commercio al risarcimento del danno all’immagine cagionatogli. Il Tribunale accoglieva le domande, ordinando alla Camera di commercio la trasformazione in forma anonima dei dati che collegano l'Amministratore al fallimento della società precedente condannando la convenuta al risarcimento del danno,

Il rinvio alla CGCE 
La Corte di Cassazione investita dalla Camera di commercio di un ricorso decideva di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte di Giustizia le seguenti questioni pregiudiziali:

«1) Se il principio di conservazione dei dati personali in modo da consentire l’identificazione delle persone interessate per un arco di tempo non superiore a quello necessario al conseguimento delle finalità per le quali sono rilevati o sono successivamente trattati, previsto dall’articolo 6, [paragrafo 1,] lettera e), della [direttiva 95/46], attuata [dal] decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, debba prevalere e, quindi, osti al sistema di pubblicità attuato con il registro delle imprese, previsto dalla [direttiva 68/151], nonché dal diritto nazionale agli articoli 2188 c.c. e 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, laddove esso esige che chiunque, senza limiti di tempo, possa conoscere i dati relativi alle persone fisiche ivi risultanti.
2) Se, quindi, l’articolo 3 della [direttiva 68/151] consenta che, in deroga alla durata temporale illimitata e ai destinatari indeterminati dei dati pubblicati sul registro delle imprese, i dati stessi non siano più soggetti a “pubblicità”, in tale duplice significato, ma siano invece disponibili solo per un tempo limitato o nei confronti di destinatari determinati, in base ad una valutazione casistica affidata al gestore del dato».

La CGCE

La Corte di Giustizia 9 marzo 2017 Causa C-398/15 precisa che spetta agli Stati membri determinare se le persone fisiche di cui all’art. 2, par. 1, lett. d) e j), dir. 2003/58/CE possano chiedere all’autorità incaricata della tenuta del registro centrale, del registro di commercio o del registro delle imprese di verificare, in base a una valutazione da compiersi caso per caso, se sia eccezionalmente giustificato, per ragioni preminenti e legittime connesse alla loro situazione particolare, decorso un periodo di tempo sufficientemente lungo dopo lo scioglimento della società interessata, limitare l’accesso ai dati personali che le riguardano, iscritti in detto registro, ai terzi che dimostrino un interesse specifico alla loro consultazione.

Per scaricare il testo della sentenza in commento clicca qui

http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=it&num=C-398/15

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