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Approvata la legge a tutela di chi, all'interno di una realtà lavorativa, segnala reati o irregolarità (whisteblowing)

mansi news

16-11-2017

Approvata la legge a tutela di chi, all'interno di una realtà lavorativa, segnala reati o irregolarità (whisteblowing)

La legge presenta tre disposizioni a tutela di colui che segnala reati/irregolarità: l’art. 1 dedicato alla tutela del dipendente pubblico; l’art 2 incentrato sulla tutela del dipendente/collaboratore nel settore privato; l’art. 3 contiene previsioni integrative della disciplina dell'obbligo di segreto d'ufficio, aziendale, professionale, scientifico e industriale.

La tutela del dipendente pubblico

L’art. 1, modifica l'articolo 54-bis del d.lgs. n.165/2001 (Testo Unico sul pubblico impiego) e prevede che il pubblico dipendente il quale segnali condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in occasione del proprio rapporto di lavoro al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza o all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) o denuncia all'autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione. Inoltre, l'identità del segnalante non può essere rivelata e il segnalante che dovesse essere licenziato a motivo della segnalazione deve essere reintegrato.
 
La tutela del dipendente/collaboratore nel settore privato
 
L'azienda datore di lavoro, nel prevedere modelli di organizzazione, gestione e controllo per la prevenzione dei reati individuati nel d.lgs. n.231/2001, deve prescrivere ai suoi dipendenti/collaboratori di non commettere illeciti nemmeno se ritenuti “nell’interesse o a vantaggio” dell’azienda e di segnalare tramite procedure espressamente previste qualunque situazione di illegalità, sì da consentire la prevenzione o l'efficace tempestiva repressione dell’illecito.
 
Il datore di lavoro è pertanto tenuto a prevedere uno o più canali che consentano, a chi desideri denunciare, di presentare segnalazioni circostanziate delle eventuali condotte illecite di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte. Tali canali devono garantire la riservatezza dell'identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione.
 
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